RICORDI DI UN MONDIALE

9 settembre 2008

POLEMICHE

E' incredibile, da stamattina ho avuto già 55 contatti al mio blog!
Siete curiosi vero? Siete curiosi di vedere che cosa rispondo a quell'amico di Giorgio Calcaterra, il signor Matteo (il cognome non è dato saperlo), che mi ha attaccato pesantemente sul blog di Marco d'Innocenti, per un commento fatto da me la scorsa notte, riguardo ad un post dove Marco difendeva Giorgio riguardo la sua diatriba con la Fidal e la Iuta.
Ho risposto e vado a copiare ed incollare sia il post di D'Innocenti, che alcuni commenti successivi, quelli di Andrea rigo, la risposta di giorgio Calcaterra, il mio primo commento, il commento di questo signor Matteo e la mia ultima risposta.

POST DI MARCO D'INNOCENTI
Cercherò di essere sincero, come sempre. Sono tornato a casa dopo le vacanze ed il raduno-gara di Luco dei Marsi. Non ho molta voglia di scrivere quello che sono stati i giorni trascorsi, ma lo farò lo stesso. Mi servirà soprattutto come scusa per riflettere sugli aspetti positivi e negativi e avere una traccia storica delle mie sensazioni. Ho preso le vacanze al mare come delle vere e proprie ferie. L’unico impegno è stato quello di alzarsi dal letto, prendere il telo da mare e raggiungere la spiaggia distante 10 metri circa. Vita da non morire mai, o quasi. Ho corso, certamente, ma poco e a ritmi blandi, se si fa eccezione per un allenamento che prevedeva 5 ripetute di 1000 metri con recupero di corsa sempre di 1000 metri. Per il resto ho approfittato della compagnia di un amico per correre, ma senza eccessivo impegno. Lasciato il mare (con non poco rimpianto) ho raggiunto venerdì sera Luco dei Marsi, dove era in programma la 6 ore ed il raduno degli atleti della nazionale di 100 km e della 24 ore. Descrivere cosa è significato ritrovarsi con i compagni della squadra e cosa è stata la gara non è cosa facile e di poche parole. Partiamo dalla gara. L’intento era di correrla tutta o, almeno, provare a farlo. Le sensazioni dei giorni precedenti non erano delle migliori (così come avevo avuto modo di scrivere sull’ultimo post), forse a seguito della troppo rilassatezza che il mare mi aveva donato. Comunque sia l’intenzione era di correre ad un ritmo di 4’00”/km. Il problema più grande è stato il gran caldo e l’afa. Credo che alle due del pomeriggio, orario di partenza, ci fossero più di 30° C ed un tasso di umidità intorno al 70%. Nonostante tutto ho impostato il ritmo alle andature prefissate. Ho corso in compagnia dell’amico Marco Boffo e tutto è filato per il verso giusto fino alle 2 ore e 30 minuti di corsa. Dopodiché è iniziata una leggera crisi alle gambe che man mano è diventata sempre più pesante e difficile da sopportare. In questo stato sono riuscito ad andare avanti fino alle 3 ore, ma poi ho gettato la spugna ed ho deciso che la mia gara sarebbe finita lì. Non credo che la crisi sia stata solo fisica, certamente anche mentale. Ho provato di nuovo le stesse sensazioni dell’ultimo Passatore. Pervenuta la crisi muscolare, la testa non è stata in grado di provare a trascinare il corpo, ma, viceversa, si è fatta trasportare. Non sono riuscito a reagire alla fatica, questa è la realtà. Sono sincero, la cosa mi spaventa e non poco, soprattutto in vista del Mondiale. La mia considerazione a caldo è stata che se dovesse ricapitare qualcosa del genere a Tarquinia, dovrò rivedere i miei piani e valutare bene se proseguire sulla strada delle ultramaratone e delle 100 km nello specifico. Tutto ciò non nasce dall’amarezza di un mancato risultato, ma solo ed esclusivamente dalla riflessione sulle mie sensazioni. Per quanto riguarda il raduno è stato bello ritrovarsi insieme a tanti amici e compagni d’avventura e fatica. C’è stato modo per riflettere su mille argomenti e, su tutti, il valore della maglia azzurra e del prossimo impegno Mondiale. Aldilà delle diverse posizioni, ribadisco quanto già espresso in precedenza su altri post. Non credo che la nostra situazione sia rosea, per mille e più motivi. E l’annunciato forfait di Giorgio Calcaterra a Tarquinia in segno di protesta ne è una dimostrazione. Personalmente credo che non essendo dei professionisti (non siamo pagati per fare questo sport e non rappresenta la nostra prima occupazione, ma solo un “gradevole” hobby) non dovremmo avere obblighi particolari, ma solo delle indicazioni da seguire. Purtroppo non va così ed i problemi, a parer mio, nascono tutti da qui. Non è giusto avere delle costrizioni. Quando ciò accade c’è il rischio che qualcuno, forse più sensibile di altri, possa reagire in modo “inaspettato”. In tal caso non condanniamolo, ma proviamo a metterci, anche per un solo momento, dalla sua parte. Ciò non dovrà servire a cambiare necessariamente la nostra idea, ma solo a comprendere di più la sua.

ANDREA RIGO HA DETTO
Marco, sai che sono sempre daccordo con te, ma questa volta lo sono un pò meno. Partendo dal presupposto che non siamo professionisti e nessuno ci paga per correre il mondiali della 100km a Tarquinia, non vedo con che diritto il nostro migliore esponente chieda un ingaggio per indossare la maglia azzurra. Se quello che ho sentito dire a Luco corrisponde a verità, Calcaterra, che ammiro molto, correrà e magari vincerà la 100km correndo da Open con la maglietta della sua squadra. Benissimo allora se seguendo il suo esempio anche tu, Boffo e qualcun'altro chiederete un ingaggio x correre, probabilmente la Nazionale andrebbe a morire perchè soldi non ce ne sono e se ce ne fossero un pochi sarebbe giusto a darli solo a qualcuno? In Nazionale siamo tutti uguali dal piu' forte, Giorgio, all'ultimo arrivato che sono io ed è giusto che siamo trattati tutti allo stesso modo. In qualsiasi Nazionale se un atleta non accetta la convocazione senza avere una giustificazione valida sicuramente non verrà più chiamato in futuro. Non vedo perchè questa regola non debba valere anche nell'Ultramaratona, che come ormai arcinoto è formata da persone che corrono per hobby (molto faticoso) e non per soldi.Per quanto mi riguarda essere chiamato in Azzurro è un puro e semplice onore che mi ripaga x tutte le fatiche che faccio ogni giorno per allenarmi e che mi motiva enormemente a continuare ad andare avanti. Con stimaAndrea Rigo

GIORGIO CALCATERRA HA DETTO
Ciao Andrea, essere convocati in Nazionale è motivo di orgoglio per me. Non poter prendere parte ai mondiali è un grande dispiacere. Mi stanno togliendo un mio diritto. Un diritto conquistato con fatica. Io credo nell'eguaglianza, nell'impegno e nella parola data. Non mi è mai saltato in mente di chiedere ingaggi alla Nazionale. Non ho intenzione di correre da open. Come ti dicevo credo al valore della parola data. Lo scorso anno mi era stato detto che a tutti gli atleti che avessero vestito la maglia azzurra, sarebbe stato dato un rimborso spese di 500,00 euro. Soldi da noi già anticipati per pagarci le trasferte mondiali. Dopo 11 mesi ci è stato detto: non vi possiamo dare nulla perchè abbiamo dimenticato di mettere in bilancio il vostro rimborso. Io a questo punto mi sono sentito preso in giro. Mi hanno mancato di parola, non è per i soldi, non si fa una 100km per 500euro... Ma mancare di parola è una cosa grave.. Parlo di rispetto! Non parlo di sciocchezze. Non parlo di soldi. Non ho chiesto ingaggi nemmeno all'organizzazione, ma sapere che gli open avranno un premio anche se piccolo e i "nazionali" anche in caso di vittoria non riceveranno niente, mi sembra una mancanza di rispetto.Sai perchè non metteranno premi? Perchè tanto è un mondiale e noi saremmo costretti a correrlo comunque! Questo mi è stato detto! Non ti senti un pò ricattato da una frase così? Quest'anno ho il miglior tempo al mondo sulla cento(chiaramente finora), ma non credo che avrei vinto, il mondiale non è una cosa semplice... Quindi quei premi, che gli altri anni c'erano, non sarebbero andati probabilmente ne a me ne a te.. Ma sarebbe giusto che ci fossero. Io a Luco sarei venuti volentieri soprattutto per stare insieme a voi e per la simpatia che nutro nei confronti dell'organizzatore Angelo. Ma lavoravo come lavoro il giorno dei mondiali e putroppo non sono così fortunato da poter perdere tutti questi giorni di lavoro... Ci sono poi altri motivi per cui non parteciperò ai prossimi mondiali ma non è per soldi, è perchè vivo di ideali e desidero rispetto e considerazione.Giorgio

IO HO DETTO
Scusa Marco se uso il tuo blog per dire la mia sulla questione "nazionale 100km".E' un'ora che sono su questo commento, vorrei dire tante cose; alcune le abbiamo viste insieme venerdì e sabato scorsi.Vorrei rivolgermi a Giorio, ai dirigenti Iuta, ai dirigenti Fidal ma forse rischierei di fare ancora più "casino"!Io ho una mia visione che in parte ti ho già spiegato della vicenda ma che in parte è cambiata dopo lo scorso week end.Sono tornato a casa domenica sera che ero decisamente "confuso" dalla situazione che si è venuta a creare e lo sono ancora di più leggendo i commenti di Giorgio.Io di tutta questa faccenda, Giorgio vs Iuta/Fidal vedo solo una cosa: la mancanza di rispetto verso noi atleti che ci siamo fatti 1700/1900 km in tre giorni e che alla nazionale abbiamo risposto sempre si, anche se si trattava di rinunciare al Passatore o di rimetterci dei soldi.A me personalmente interessa solo una cosa: che l'Italia a Tarquinia sia una squadra con la S maiuscola e non un'accozzaglia di mini team privati che pensano solo ai fatti loro e che si ritrovano insieme solo (forse....) per la cerimonia di apertura, un minuto prima della gara e durante la premiazioni (se vengono tutti!).Purtroppo, nelle ultime occasioni, più di qualcuno ha badato più che altro a se stesso.

MATTEO HA DETTO
Caro Marco Boffo,è un pò che leggo i tuoi commenti-sfoghi e mi ero ripromesso di restarne fuori,ma vedo che continui a sputare sentenze e ho deciso di dire la mia.Penso che la nazionale di 100km sia una nazionale "minore", al cui interno ci sono atleti di livello A e altri di livello B.Tra i primi metto Marco e Giorgio, atleti da 2h18 e 2h13 in maratona(non ti elenco gli altri personali per non dilungarmi troppo) e tra i secondi metto tutti gli altri. Concorderai con me che la qualità dei risultati raggiunti dagli atleti B è di molto inferiore agli altri due. Marco e Giorgio in particolare, sono atleti con una carriera atletica ricca di soddisfazioni, attenzione mediatica e abituati ad essere considerati in ogni gara alla quale abbiano preso parte. Voi altri atleti, siete emersi con le ultramaratone e siete riusciti a ritagliarvi il vostro momento di gloria arrivando alla conquista della maglia azzurra come se aveste fatto chissà cosa...la maglia azzurra della 100km è una maglia di livello B ed è per questo che voi vi sentite appagati. Penso che Marco e Giorgio sarebbero stati molto più gratificati dall'indossare la maglia della nazionale di maratona e Giorgio ci è andato molto vicino...Voi atleti di livello B non siete riusciti a raggiungere risultati esaltanti individualmente e puntate tutto su un risultato di squadra o ad un piazzamento nei mondiali di 100km. Mondiali che sono finti mondiali, di cui la stessa federazione si disinteressa e che, come tutti i mondiali che si verificano annualmente, perde un pò in qualità.Ti dico ciò perchè tu possa riflettere sul modo i cui ti poni verso certe persone ed evitare allusioni e frecciatine che fanno intravedere solo una tua competizione-invidia nei confronti degli atleti di livello A. Credimi, non ci fai una bella figura. Tu vorresti che tutti gli atlteti della "famigerata" (è illusivo ovviamente!) nazionale di 100km rinunciassero ad alcune gare per rispetto nei confronti della "maglia", per creare quel team che potrebbe portare te e gli altri atleti di serie B ad un risultato prestigioso di squadra, l'unico al quale penso tu possa ambire. Un team non si crea nei raduni se c'è qualcuno come te che sputa sentenze, dettate dall'invidia e dalla bramosia di ritagliarsi il suo spazio in un gruppo in cui se ci fossero altre presenze, tu passeresti in secondo piano.Come puoi chiedere di rinunciare a gare come il Passatore (che ha fatto la storia della corsa su strada in Italia), in cui certi atleti, tra cui di sicuro non tu, vengono considerati e gratificati non solo economicamente, ma anche e soprattutto sul piano umano, dicevo, come puoi chiedergli di rinunciare a ciò per una "nazionale" che non gratifica e non protegge i propri atleti?Sarai pure arrivato secondo al Passatore, ma ti sei mai chiesto : chi è Marco Boffo? Chi ti conosce? Continua a dedicarti alle 100km, perchè solo lì potrai sentir pronunciare il tuo nome, ma non criticare chi ha un trascorso diverso e una maggiore razionalità per capire che fate parte comunque di una nazionale "minore".Mi rendo conto di essere stato molto duro, ma conosco sia Giorgio che Marco e so bene che corrono per passione e non per soldi.Certo ci saranno anche gare in cui vengono ingaggiati, ma ci sono anche tante altre gare minori in cui corrono con noi amatori solo per passione,per un prosciutto o una caciotta di formaggio. Prima di emettere sentenze, informati, fatti un bagno di umiltà e rifletti.Non prendere una posizione solo per darti un tono.Un caro saluto, come direbbe il nostro amico Marco...Matteo da RomaPS: vorrei precisare che tra gli atleti di livello B non annovero Mario Ardemagni, l'unico che è riuscito a correre la 100km con qualità, a prescindere dai risultati raggiunti (che anche altri "Nazionali" della 100km hanno raggiunto). La qualità dei risultati e non i titoli(o non solo) fanno grande un atleta.

E ALLA FINE IO GLI HO RISPOSTO.....
Ciao Matteo, solo alcune precisazioni che mi sembrano "dovute"!
1- Per caso eri a Winschoten lo scorso anno al ristoro del 5° km? Lo sai che un gruppo di italiani, facenti parte di un "team privato" del centro italia, ha fatto vergognare gli altri italiani presenti, per aver preso per il culo e sfottuto gli abitanti locali che offrivano biscotti cioccolata e ombrelli per ripararsi dalla pioggia? E che gli altri italiani si sono andati a scusare con gli olandesi per quel comportamento spocchioso e arrogante? Eri li anche tu?
2- Vedo che sei pratico di internet, bene....prova a collegarti al sito del Passatore (www.100kmdelpassatore.it ti risparmio la fatica di cercarlo su google), clicca in alto a destra dove trovi scritto "guarda Tele1 in diretta streaming", è la diretta della gara di quest'anno...verso la fine, 23' dopo che è arrivato Giorgio, prova a sentire che cosa dico di Calcaterra, 30" dopo che ho tagliato il traguardo.
3- Parli di Atleti di serie A e di atleti di serie B....hai perfettamente ragione! Sai che ti dico? Che io i personali di Marco e Giorgio me li sogno; sono conscio che non farò mai nemmeno 2h25' in maratona (attualmente ho un modestissimo 2h28'). Loro sono dei fenomeni, hanno delle qualità fisiche genetiche superiori alle mie; il loro VO2max, le loro eccezionali soglie aerobiche e anaerobiche (sai che cosa sono vero? O devo spiegartelo?), sono qualità innate che o hai o non hai...loro le hanno io no.
Io non mi considero un atleta di serie B.... mi considero poco più che un tapascione a confronto loro.... figuriamoci se penso di essere un atleta di serie A!
Però, permettimi, ti sei dimenticato di inserire tra gli atleti di serie A Mario Fattore, due volte campione del mondo sui 100km che a Luco dei Marsi era presente e che in occasione dei vari campionati del mondo ha fatto sempre gruppo con tutti, anche con gli atleti di fascia B.
Ti sei dimenticato di inserire anche Stefano Sartori, che è stato un pioniere in Italia dei 100km, che ha vinto due Passatori e che ha gli stessi personali del mio amico Marco D'Innocenti; pensa che Sartori si è arrabbiato per non essere stato convocato per i mondiali di quest'anno.
E ti sei dimenticato di inserire Monica Carlin che, oltre ad avere il coraggio di farsi allenare dal sottoscritto ed avere vinto due Passatori e una medaglia d'argento mondiale, è un elemento trainante per tutte le altre ragazze che la stimano e la riconoscono come una vera propria leader.
Mi parli di Ardemagni; lo sai che cosa ha fatto il buon Mario nel 2006 in Belgio dopo essersi ritirato? All'una di notte si è messo in un punto di ristoro in mezzo alla campagna belga con freddo, nebbia e una maglia per scaldarsi imprestata da chissachi, a dare i rifornimenti e una parola di aiuto agli italiani che stavano ancora gareggiando.....non so se mi sono spiegato!Atleti di serie A, ma con uno spirito di squadra eccezionale!
4- Invidioso di Giorgio? ASSOLUTAMENTE NO! Io ammiro Giorgio e se le mie osservazioni ti sono parse delle critiche gratuite è perchè in lui immaginavo un leader per noi atleti di fascia B,C,D...Z, un po' come lo è la Monica Carlin per le altre ragazze.
Io invidio la squadra giapponese, che l'anno scorso ai mondiali ha sacrificato tre uomini per far correre coperti i due più forti (e stroncando così proprio Giorgio), invidio la squadra russa, la squadra francese dove tutti i componenti, dai più forti ai meno forti, sono sempre insieme, si allenano insieme, mangiano insieme...insomma fanno squadra!
5- Penso una cosa riguardo alle nostre più o meno giuste richieste a Fidal e Iuta: che prima di chiedere qualcosa dobbiamo meritarcelo con un comportamento professionale (anche se professionisti non siamo) e disponibile (anche per i raduni) e, ovviamente, con i risultati, un'11° posto e un ritiro per uno come Giorgio non sono grandi piazzamenti per poter avanzare chissà quali pretese.
6- Parli della nazionale di ultramaratona come di una nazionale che quasi non ha senso di esistere per la scarsa qualità dei suoi atleti (Giorgio e Marco a parte ovviamente), un po' come se si trattasse della nazionale di tiro al piccione o di chi sputa più lontano; forse hai ragione, siamo atleti modestissimi, ma ti sei mai chiesto perchè non ci sono altri specialisti sui 100 km? Perchè gente come Barbi o Zenucchi che di maratone ne fanno tantissime su ottimi tempi, non hanno mai preso parte ad una 100km? Io si, me lo sono chiesto e mi sono risposto che la 100 km è proprio un altro sport e che per affrontarla e per prepararla, ci vuole una testa particolare e non solo un fisico particolare.
Una testa che atleti di fascia A magari non hanno e che atleti di fascia B,C,D....come sono io, magari hanno.
7- Hai visto le ultime Olimpiadi? Bettini.....sai chi è Bettini vero? E' un fuoriclasse, non un atleta di serie A, un FUORICLASSE, bicampione del mondo che è andato a visionare il percorso della gara con Nibali, Pellizzotti e Bruseghin, sai chi sono vero? Dei buoni atleti di seconda fascia. Non ci è andato con sua moglie, e nei raduni non cena con sua moglie, cena con gli altri atleti della nazionale, dorme con gli altri atleti, vive con gli altri atleti anche se di fascia B.
Sono un atleta scarso, sono conscio ed il primo a dirlo ma per sognare sono da serie A. E il mio sogno ricorrente e di far parte di una squadra nazionale dove ci si aiuta tutti, dove ci si scambiano idee e consigli, dove ci si esalti anche per le vittorie degli altri e dove l'unica cosa che conta è essere fieri di indossare una canotta azzurra con su scritto ITALIA....anche se sono un atleta scarso o di serie B,C,D...Cordialmente, Marco Boffo

E' stata lunga da leggere ma così ho fatto un bel riassunto.....che gli avrò fatto mai a questo Matteo, manco so che faccia che ha!

9 commenti:

Yervs ha detto...

E' Bè..... Niente da dire, penso proprio che con quest'ultimo tuo intervento non ci sia nente altro da aggiungere!!!!!!

Marco ha detto...

Grazie Yervs!
Era giusto per chiarire un po' di cose!
Buona giornata.

franchino ha detto...

Bravo Marco, ottima risposta. Come si permette poi sto Matteo di dare qualifiche di seri A, B, ...Z bah!

Daniele 91 ha detto...

Ciao Marco,ho avuto modo di leggere l'ennesimo intervento rilasciato dal signor Matteo sul blog di Marco D'Innocenti,in risposta all'ultimo tuo intervento.Io ti direi di non rispondergli nemmeno più,non dargli tutta questa considerazione.E soprattutto,ma non c'è bisogno di dirtelo,non farti condizionare dalle cretinate che lui scrive.Va avanti per la tua strada che,a giudicare anche dai buoni 61 Km di sabato,mi sembra giusta in vista del Mondiale.Continua per la tua strada e lascia perdere Matteo e le cretinate che dice!Ciao!

Giulyrun ha detto...

Vivi e lascia vivere. Stai vedendo sul tuo blog i diversi riscontri e contatti pertanto significa che la maggior parte ti rispetta sia come persona sia come GRANDE ATLETA.
Questo è importante non dimenticarlo e comunque se sei in pace con te stesso lo sei con tutti.

Luca Piazza ha detto...

Io mi chiedo ma come fa la gente a dare dei giudizi su situazioni che non ha vissuto ma che a solo sentito raccontare e poi da solo una campana?? E poi atleti di serie A, B, C ..... ma sa che classe ci vuole per arrivare secondi alla nostra "cento"?? E poi e' bello vincere anche quando si e' una squadra e magari si e' il leader....

Marco ha detto...

Ciao a tutti,
è stata una "storia" brutta! Le mie affermazioni riguardanti altri atleti della nazionale mi sembravano lecite, come mi sembra doveroso da parte di un atleta che veste la maglia azzurra compotarsi seguendo delle regole precise.
Per me la vita è fatta di regole da rispettare; se tutti si attengono alle regole non ci sono problemi, se a qualcuno le regole vanno strette succedono i "casini".
Qualcuno invece vede nelle regole una limitazione alla propria libertà.
Approcci differenti alla vita; come dice Marco D'innocenti, è giusto rispettare le idee degli altri e andare avanti per la propria strada.
E io farò così! Mi sono solo pentito di aver tirato in ballo, preso dal fastidio, cose che non centravano nulla nel contesto della discussione, e che qualcuno di estraneo alla vicenda si sia sentito "ingiustamente attaccato", spero solo di aver chiarito con i diretti interessati.
Ora non ne parlerò più e a Tarquinia sarà quel che sarà della nazionale italiana di 100km! Ognuno farà la sua gara, starà con chi vorrà, si comporterà come meglio crede e a tutti andrà bene così! Dirigenti compresi.
Ciao a tutti.

Anonimo ha detto...

io al raduno di Luco c'ero...ho accompagnato mia moglie Cristina (facendo i salti mortali con il lavoro e i bambini) e, correttamente, ho cercato di stare più fuori possibile dal raduno in senso stretto (spero di esserci riuscito). Non posso e non voglio commentare le assenze (penso che gli assenti abbiamo già spiegato tutto), voglio confermare un bellissimo week-end con molte cose da migliorare...parlando assieme si raggiungono obiettivi impensabili.
Io delle belle idee le avrei, sono l'ultimo ma non il meno motivato, ne ho già parlato con alcuni dirigenti e atleti. Penso sia superfluo qualsiasi commento. Ritengo BASILARE, come mi sembra lo pensino tutti, restare uniti perché insieme si muovono le montagne. Attenti ai blog pubblici...si ottengono gli effetti contrari.
Se siete d'accordo ne attiviamo uno riservato a breve...cmq le email private le abbiamo tutti.
Tornando a Luco...bellissima esperienza, il gruppo c'è, se non ci fosse stata la gara si sarebbero scoperte/risolte un casino di cose (leggendo ora)...per la cronaca durante la serata io e Fattore abbiamo chiamato una atleta di grande livello assente x lavoro, non faccio il nome ma capitemi, ed è stata felicissima ... l'ultramaratona è uno sport individuale ma fuori dalle gare si deve sempre essere forti insieme!! Io questa disponibilità l'ho vista da parte di tutti (dirigenti, atleti presenti, assenti, accompagnatori).
Un bacio, Nicola

Tony (amico di Marco D'Innocenti) ha detto...

Io c’ero a Winschoten lo scorso anno, proprio al ristoro del 5° km indicato in questa sorta di “Mistero Boffo”, che non farebbe ridere neanche se a declamarlo fosse direttamente il maestro Dario Fo. Figurarsi questo “gramelot” inutilmente falso, che descrive un improbabile “team privato (?) del centro italia” come la folcloristica società dei magnaccioni cantata dagli stornellatori trasteverini. Caro Boffo, scusaci tanto se non siamo dei “serenissimi”, ma con altrettanta serenità vorrei sapere cosa mai “ha fatto vergognare gli altri italiani presenti”? Io mi ricordo solo che eravamo tutti uniti, sia del Nord che del Centro, nei cori di sostegno ad ogni passaggio azzurro, e a questo punto mi dispiace solo d’aver perso la voce anche per uno come te. Perché se c’è qualcuno che ha qualcosa da farsi “scusare” ora sei proprio tu. Sì, “eri li anche tu”, ma eri lì che correvi e allora cosa ne puoi mai sapere del “comportamento spocchioso e arrogante”? Pensi davvero che, se solo avessimo provato a sfottere “gli abitanti locali”, ci avrebbero tenuto lì per tutte quelle ore a sfamarci con “biscotti e cioccolata”? Invece abbiamo, al contrario, talmente fraternizzato che le signore olandesi ad una certa ora sono andate in casa per prepararci la pasta, e friggere le “mozzarele napuli” in omaggio alla nostra cucina e, probabilmente, alla nostra simpatia. Noi che eravamo di azzurro vestiti, e col tricolore sulle spalle, avevamo indossato il cappellone arancione degli “holland” e siamo stati ricambiati da un tripudio di saluti in slang italolandese, pacche sulle spalle e richieste di foto-ricordo. Ecco, questo è il ricordo che abbiamo lasciato, e quello che conserviamo noi di loro. E nessun falso “Mistero Boffo” lo potrà mai infangare o portare via...