RICORDI DI UN MONDIALE

27 luglio 2008

WINSCHOTEN 2007


In occasione del campionato del mondo sui 100 km dell'anno scorso in Olanda avevo "buttato giù" a caldo le mie impressioni su quella gara......anche se con un anno di ritardo le pubblico, buona lettura!




Provo a “mettere su carta” le mie impressioni e sensazioni riguardo al campionato mondiale dei 100 km corso lo scorso 08 settembre a Winschoten in Olanda.

Partiamo dal prima, o meglio…..dal molto prima: la preparazione!
E’ stata “massacrante”! Non tanto per gli allenamenti eseguiti ma per il clima in cui si sono svolti….non è stata un’estate caldissima ma nemmeno tanto “fresca” e trovarsi a fare lunghi di 60 km ad oltre 30° e con l’umidità che caratterizza la pianura padana non è stato molto “semplice”.
Da dopo il Passatore ho corso una media di 190 km alla settimana (settimane di scarico comprese) con punte anche di 225 km…..Ho fatto 3 lunghissimi di 60 km, e due blocchi speciali (maratona al sabato e maratona alla domenica, in pratica 84 in meno di 24 ore).
Sono stato 10 giorni in altura, a 2050 metri sul lago Fedaia, dove ho quasi sempre corso due volte al giorno……facendo un blocco speciale e l’ultimo lunghissimo (64 km…..).
Sono stato attento anche ai lavori “complementari” (stretching, potenziamento generale, lavori di andature tecniche…..)….forse, anzi…..sicuramente non ho lavorato sufficientemente in palestra con i pesi per gli arti inferiori ma…..la giornata era di 24 ore e alla fine ho dovuto fare delle scelte.
Ho fatto però il massimo di quello che potevo fare……forse troppo!
Ed infatti, al rientro dal periodo in altura, mi sono sentito veramente “cotto”! In realtà me lo aspettavo; correre a 10° (se non di meno) con un’aria asciuttissima a 2000 metri di altezza, e con tutte le conseguenza che comporta in termini di fatica fisica a causa della minor pressione dell’ossigeno, e passare poi ai 30° umidi di Maerne-Olmo e dintorni sapevo che sarebbe stato “traumatico”…..ma non così traumatico!
Ho tenuto duro, iniziava la parte di rifinitura e scarico del programma, ma la condizione faceva fatica ad arrivare ed in più si erano fatti vivi problemi fisici che mai avevo riscontrato; sono stato colpito da una stomatite alla bocca (tante bolle su lingua, gola e gengive) che mi bruciavano parecchio e che mi rendevano il mangiare un vero “incubo”; una contrattura al gluteo sinistro e un’infiammazione al ginocchio sempre sinistro (probabilmente i due infortuni erano collegati).
Il giorno della partenza si avvicinava ed i miei miglioramenti avvenivano con estrema lentezza….sapevo che il picco di condizione doveva cascare giusto quel giorno ma speravo di provare sensazioni migliori nei giorni che precedevano la gara.

Fatto sta che il 06 settembre si parte…volo Venezia-Amsterdam e poi 3 ore di treno per Winschoten.
Con me ci sono i miei genitori, altri componenti della squadra nazionale (Carlin, Da Forno, Sartori, Malfatti) e……Mauro.
Il nostro vice presidente aveva deciso di seguirmi in quest’impresa…penso anche a nome di tutto il Brema Running Team, per far si che io potessi sentire il tifo ed il sostegno di un gruppo di persone che stimo e ammiro veramente.
Vice presidente che però ha rischiato veramente di perdere l’aereo….intoppo in agenzia dice lui!

Si arriva verso le 19 di sera all’albergo che ci ospita e dove c’è il resto della delegazione azzurra, ci si sistema, si mangia qualcosa (pasta scotta e riso piccante) e si va a dormire.
La mattina dopo verso le 08.00 con gli stessi compagni di nazionale con cui abbiamo fatto il viaggio decidiamo di svolgere una piccola seduta di allenamento della durata di 30’ alla quale si “infiltra”….indovinate chi??? Sempre il nostro vicepresidente che, non contento di correre insieme all’elite dell’ultramaratona italiana si diverte con esclamazioni del tipo: “Pensavo meglio!” oppure “Ragazzi, volete accelerare un po’? State andando troppo piano…!”


La mattina passa così….tra una riunione tecnica ed un massaggio, un’intervista stile “Le Iene” con un cameraman al nostro seguito ed il pranzo a base di….riso in bianco!

Al pomeriggio c’è un momento “sacro”: la preparazione dei rifornimenti…. Le 19 bottigliette (una per ogni 5 km!) dove mettere i sali e le maltodestrine utili per completare i 100 km.

Alla sera c’è la flag parade, la sfilata per le vie del centro di Winshoten di tutte le nazionali presenti al mondiale (circa una trentina) ognuna con i migliori 6 specialisti uomini e le migliori 6 specialiste donne.
Nelle settimane precedenti al mondiale vengo inaspettatamente nominato “capitano” della squadra maschile e così, ho l’onore di sfilare davanti alla nostra delegazione portando la bandiera italiana.
Vi lascio immaginare cosa si può provare quando si è il portabandiera del proprio paese in un campionato del mondo……mascheravo l’emozione ma questa era fortissima.

Dopo la sfilata si torna in albergo, cena (a base di….. riso in bianco), ultima riunione tecnica e si va a dormire.
La notte riposo bene, la sveglia suona alle 05.50….la prima cosa che faccio, ancora con gli occhi chiusi, è quella di prendere il pentolino del riso che mi ero cucinato il giorno prima e inizio a mangiare….un etto abbondante di riso in bianco alle 06.00 del mattino non è proprio il massimo per iniziare bene la giornata ma so bene che è indispensabile per correre una gara lunga come la 100 km.
Terminata la colazione faccio una cosa che mi emoziona sempre: indosso la “maglia azzurra” con la quale correrò il mondiale! Ci infilo sopra la tuta, controllo se con me ho tutto e alle 07.45 parte il pulman per portare tutti gli atleti (e accompagnatori) alla partenza.
Dopo 15’ di viaggio arriviamo e io, con altri “azzurri”, cerchiamo un posto dove stare tranquilli….c’era una confusione pazzesca! Oltre al mondiale dei 100 km avevano organizzato degli eventi di contorno, corse per bimbi, staffette,…..che alla fine, per noi atleti, era meglio non ci fossero!
Mauro intanto si reca verso il rifornimento del 5° km con altri accompagnatori della nostra nazionale; gli consegno i miei rifornimenti e mi fa un grosso “in bocca al lupo” dicendomi: “Mi raccomando!”…io gli rispondo:”Tranquillo, so cosa devo fare!”
Sono le 08.30, la gara parte alle 10.00, c’è sempre più confusione….mi estraneo un po’ tirando fuori l’MP3…ascolto un po’ di musica di quella “giusta” (Bon Jovi, U2, Linkin Park…..), mi carico, mi concentro, immagino la gara….
Fuori è molto nuvoloso, piovvigina, anche decidere con quante maglie partire diventa un problema!
Alla fine opto per la classica canotta, pantaloncino e bandana.
Sono le 09.30, i miei compagni sono tutti in giro….le matricole azzurre (ce ne erano ben 6 tra uomini e donne in questo mondiale) sono tesissimi! Io decido di lasciare la borsa al ristoro del 10° km che in realtà è al km. 9,600…. almeno lì sarà tenuta d’occhio da mio padre e mia madre che sono in quel rifornimento con molti altri italiani.
Lasciata la borsa, trovo la Carlin e Di Toma (un esordiente in maglia azzurra) ed insieme facciamo un po’ di riscaldamento.
Sono le 10 meno 10, andiamo alla partenza, ci sono già molti atleti e molti azzurri.
Ancora un po’ stretching….arrivano tutti i più forti: russi, americani, spagnoli, francesi e i fortissimi giapponesi; anche per partire tra i primi è una battaglia.
Noi italiani ci incoraggiamo tra di noi, ci facciamo il classico in “bocca la lupo” ma ci accorgiamo che manca il più forte: Calcaterra! Arriva 30” prima dello sparo e per partire davanti è costretto a scavalcare una transenna….sembrava si fosse appena alzato dal letto!
Mancano pochi istanti, le pulsazioni salgono a 140 battiti anche se sono immobile….tra pochi secondi si parte e sarà solo “corsa e fatica”; gli imperativi sono “prudenza e non mollare mai!”

Lo starter fa il count down…..five, four, three, two, one…..GO, ecco lo sparo! Parto fortissimo (per fortuna che mi ero detto di essere prudente!), mi trovo in sesta, settima posizione insieme a Calcaterra….partire tra i primi è però galvanizzante con la marea di gente che applaudiva e incitava! Tengo quel ritmo per circa 300-400 metri poi mi faccio sfilare…..mi passano in tantissimi, vanno tutti fortissimo, ma proprio forte forte….boh! Ho pensato: “Ma lo sanno che non è una mezza maratona ma una 100 km?”
Arriva il 1° km: 3’49”…decisamente troppo forte! La mia idea era di correre a 3’57” - 4’00” al km per più km possibili e poi gestire gli ultimi giri.
Sapevo di poter fare almeno 70 km a 4’, non sapevo che cosa potesse succedere poi!
Intanto inizia a piovere, c’è un vento fortissimo ed è anche molto umido!
Provo a stare in un bel gruppone di circa 15 atleti tra i quali c’è anche un azzurro (Ardemagni, già campione del mondo nel 2004); passo al 5° km dove c’è Mauro che mi passa il primo rifornimento.
Mi rendo conto che vanno troppo forte (3’53”-3’54”), mi sfilo anche da loro! Ora sarò 30esimo più o meno.
Cerco di prendere il mio ritmo ma avverto una sensazione di disagio…forse i lunghi tratti in pavè, le tante curve a gomito, il vento, la pioggia….boh!
Finisco il primo giro da 10 km in 39’20”; la media è quella che volevo, la fatica no!
Capisco che ad infastidirmi è anche il fatto che non mi aspettavo che in tanti partissero così forte…non dico che a viaggiare sotto i 4’ pensavo di fare gara vicino ai primi, ma di trovarmene così tanti davanti non lo immaginavo proprio!
Il 2° giro è una “tragedia”….30’ dopo la nostra partenza, gli organizzatori hanno fatto partire un “evento” collaterale: una staffetta 10 km x 10 con centinaia di squadre iscritte che correvano sul nostro stesso tracciato. In quel giro avrò fatto 10 km e mezzo per schivare tutti quegli amatori e allargare le curve dove trovavo qualcuno di questi che di certo non si dannavano l’anima per farci strada!
Ad ogni modo il 2° parziale è di 39’43”…come tempi ci siamo, come fatica no ed anche il Garmin mi da i numeri: mi segna il giro di 10km e 260 metri anziché di 10km esatti!
Al 27° decido di fermarmi per un pit-stop “idraulico”, lascio giù 35” (cronometrati!) e termino il 3° parziale in 40’21”….il ritmo è giusto ma le gambe continuano a non essere fluide, mi fanno già male, avverto dei piccoli accenni di crampi…. “si mette male” penso!
Ho solo una soluzione se voglio arrivare al traguardo: RALLENTARE!
Intanto incomincio a vedere qualche “sciagurato” partito in modo “allegro” che inizia a “saltare”…questo mi da coraggio!
4° parziale: 40’15”! Ma le sensazioni sono veramente negative; al ristoro mio padre mi chiede: “come va?”…”Male!” gli rispondo; lui di risposta mi dice : “Se non ce la fai fermati!”.
Con lui ci sono abituato…non mi dice mai di tenere duro ma sempre di fermarmi….probabilmente perché non vuole che mi faccia del male!
Ma si continua……rallento ancora un po’….non c’è altra soluzione; il tempo è sempre pessimo: pioggia, vento, umido! 5° giro: 40’31” Metà gara: 3h20’11”….proiezione da 6h40’!
Beh! Però! Mi dico…. “anche se corro a 4’30” i prossimi 50 km finisco in 7h05” (il mio personale!)…al momento riesco ancora a correre appena sopra i 4’00”, forse, anche se non sto benissimo sotto le 7h ci vado lo stesso!”…e così si va avanti!
Le sensazioni sono un po’ migliorate, devo tenere d’occhio i crampi ma sono ancora gestibili! Continuo a recuperare qualche posizione, trovo un giapponese, un francese, due spagnoli, un australiano, un russo….li supero; questo si che da morale! La gara entra nel vivo ora! E poi sono ancora il 4° italiano (il tempo per la classifica per nazioni lo prendono sui primi tre), i miei compagni sono davanti io devo solo “gestire” un buon tempo se qualcuno di loro “salta”.
Ed ecco il primo “salto”: al 55°km mi dicono che Calcaterra è in crisi (ha corso con i primi per i primi 40 km); questo mi rattrista perché ci contavo in una sua buona prova per prendere una medaglia a squadre; ad ogni modo ho anche io i miei problemi: al 57° km un crampo dietro alla coscia destra mi blocca di colpo. Mi fermo, mi “streccio”, mi massaggio per circa 40” e poi provo a ripartire; non corro male e dopo alcune decine di metri riprendo con il mio passo.
6° giro in 40’46”….dopo 60 km ho corso ad una media di 4’01” (4h00’57” al 60° km).
Al rifornimento mi dicono che sono 14°! Bene….Non pensavo di essere così avanti, si sarà ritirato qualcuno penso!
E’ proprio all’inizio del 7° giro che supero Calcaterra completamente privo di energie…lo incoraggio, lui risponde qualcosa ma non riesco proprio a capire che cosa mi dica!
Si continua….supero uno spagnolo, un altro giapponese, un russo….. le gambe fanno male ma mancano meno di 40 km….ora che sono il terzo italiano devo tenere duro.
7° giro in 41’06”….al rifornimento mi dicono: “sei ancora 14°, hai consolidato la posizione”… la mia risposta è stata: “14esimo un cazzo, ne ho superati 4 come faccio ad essere ancora 14esimo?”
Vabbè! Si va avanti! 70 km in 4h42’04”…il primo pensiero che ho è: “se corro a 4’30” finisco in 6h57’…..dai Marco, gestisciti che comunque sotto le 7 ore ci vai!”
Ora si fa dura, le gambe mi fanno male, il vento è sempre più forte; per arrivare il ristoro del 5° km (dove c’è Mauro) c’è un rettilineo di un km con un ventaccio pazzesco!
Le sensazioni di fatica dell’inizio si sono amplificate ma ora manca poco, 30 km…..
Finisce l’8° giro: 41’53”, corro ancora ad una media di 4’10”-4’12” dopo 80° , con quel vento e con il mal di gambe che avevo all’inizio non è male…e ora mancano solo 20 km.
Proprio alla fine dell’8° giro trovo Ardemagni fermo al rifornimento…..è un’altra mazzata per la classifica a squadre!
Passo all’80esimo km in 5h23’58”, stesso identico tempo con cui sono passato l’anno scorso in Korea……quest’anno però non deve finire allo stesso modo!
Se corro in 45’ (4’30”) i prossimi due giri finisco in 6h54’…sarebbe un gran tempo; io sento di poter andare ben più forte dei 4’30” anche se ho parecchio mal di gambe! Decido di fare così….delle ripetute di 4 o 5 km a 4’10” e dei pit stop di 30”-40”, la media così facendo e addirittura inferiore ai 4’30”.
Nei tratti dove non c’è vento vado ancora a 4’05-4’08”, dove c’è il vento scendo a 4’20…all’84°esimo ultima mazzata “azzurra”! D’Innocenti, a lungo 3°, sta camminando, ha una contrattura al quadricipite…. “Addio medaglia a squadre…..però…..ho guadagnato un’altra posizione e ora sono il primo italiano!”
Prendo da Mauro il ristoro dell’85°km, faccio una trentina di metri camminando a passo spedito per bere…poi riprendo a correre; all’87° mi fermo per 45” per un altro pit-stop idraulico, mi streccio alcuni secondi e riparto.
Passo al ristoro dell’89,600 e tutti mi incitano dicendomi che sono il primo italiano; preferisco anche qui camminare per una trentina di metri per prendere le ultime maltodestrine e bere meglio!…anche mio padre mi dice che ormai è fatta, devo solo tenere duro per altri 45 minuti.
Per di più, proprio in quel punto passo un altro concorrente che mi precedeva, un ungherese!
Finisco il penultimo giro in 43’42” (il Garmin continuava a segnarmelo 10km220) al 90° km ci sono in 6h07’40’….: “anche se corro a 5’ al km vado sotto le 7 ore!” è il mio pensiero.
Ma posso correre ancora molto più forte dei 5’ al km….91°km in 4’17”, 92° in 4’09”, 93° in 4’26” (ma c’era un ventaccio e forse quello era il chilometro “più lungo”, il Garmin lo segnava 1,060), 94° in 4’15”…ed ecco il vialone che porta al ristoro, quello del vento contro! Le gambe non girano, la fatica è tantissima….mi faccio forza pensando che lì trovo Mauro con l’ultimo rifornimento (Coca Cola); lo raggiungo e come nel precedente giro cammino per una trentina di metri per bere e rifiatare…riparto…. un chilometro dopo ho un altro accenno di crampi sempre dietro alla coscia, mi fermo 40”, mi stiro un po’, e riprendo a correre!
Ormai è davvero fatta…continuo a guardare il cronometro: “posso correre in 6h52’, dai, forza….!
Al 98°km doppio Bernabei (un altro azzurro) che mi incita a spingere! Corro tra il’97esimo ed il98esimo in 4’10”, accelero ancora…99esimo in 4’00”, passo davanti al ristoro dell’Italia e tutti mi incitano e mi spingono a dare tutto.
Ultime centinaia di metri in un rettilineo anche questo battuto dal vento….penultima curva, vedo mia mamma e mio papà che mi salutano, mio padre mi dice che sono 9°….vedo il traguardo e il timer che segna 6h51’ e 30”, 31”, 32”….. passo quella linea: 6h51’36”!
Mi viene un magone incredibile, proprio a me che dico sempre che di lacrime ne abbiamo troppo poche e vanno riservate per le occasioni che contano davvero!
Mi tranquillizzo…mi viene incontro un nostro dirigente, il signor Ranciaffi (presidente della Iuta) che si complimenta e mi abbraccia, mi comunica anche che mi sono classificato 5° al campionato europeo!
Insieme a lui anche una bella bionda che mi sorride ed, in inglese, mi dice che mi deve portare all’antidoping! Da quel momento la bionda olandese è stata la mia ombra per un paio d’ore (mi poteva andare decisamente peggio!).
Riesco a salutare i miei che mi accompagnano al vicino ospedale (circa a 400 metri dall’arrivo) portandomi anche il cambio.
Riesco anche a farmi una doccia ed espleto il controllo.
Mi fa piacere essere stato controllato….è giusto! Tutti i primi dieci, sia maschi che femmine avrebbero dovuto esserlo, ed invece hanno controllato i primi tre uomini e le prime tre donne più un altro tra i primi dieci (il sottoscritto).
Verso le 20.00 riesco a raggiungere il resto della comitiva azzurra…ho un mal di gambe pazzesco! Vedo finalmente anche Mauro che mi abbraccia e si complimenta tanto…..purtroppo però deve prendere subito il treno per andare ad Amsterdam perché la mattina dopo ha il volo molto presto (lui torna con un volo diverso dal nostro)….: “sarà!?” penso… “per me ad Amsterdam va a fare qualcos’altro….”.
La serata passa alla ricerca di un ristorante e con la premiazione; a livello mondiale i giapponesi hanno dominato (4 medaglie d’oro tra maschi, femmine e team), a livello europeo invece i russi (oro a squadre ed individuale tra gli uomini).
La medaglia di bronzo individuale era distante 6’….ironia della sorte l’ha presa quel russo che era arrivato 5° al Passatore (un quarto d’ora dopo di me).
La Monica Carlin, 5° al mondiale, prende la medaglia di bronzo individuale europea e trascina le altre al bronzo anche a squadre (sempre europeo).
Il giorno dopo è una tragedia alzarsi dal letto; mi fa male “tutto”.
Rivivo le sensazioni e le emozioni della gara…è come se avessi finito di correre da 10’!
Si va ad Amsterdam per prendere il volo del rientro ma prima un po’ di turismo lungo i canali della Venezia del nord.
E’ stata un’altra esperienza magnifica, una gara partita male ma che ho saputo gestire alla grande grazie a tanta tranquillità, freddezza e…. sofferenza!
6h51’ non al meglio della condizione è un risultato eccezionale!
E soprattutto ho capito dove devo intervenire per migliorare ancora la preparazione e poter raggiungere tempi ancora migliori….se miglioro i tempi, forse, migliorerà anche il piazzamento e quindi….. sognare ad occhi aperti per le prossime edizioni, forse, non è solo utopia…giapponesi permettendo!



6 commenti:

Daniele 91 ha detto...

Ciao Marco,che bel racconto!Volevo chiederti se e quando la 100 km verrà inserita nel programma olimpico e in quello generale di Mondiali ed Europei di atletica.Secondo me questa disciplina,così dura e così affascinante,meriterebbe questo inserimento.Comunque,in bocca al lupo a te e a tutta la squadra azzurra per i prossimi Mondiali di Tarquinia. Sono convinto che l'Italia,con Calcaterra,te,D'Innocenti,Fattore abbia le carte in regola per raggiungere una medaglia,sia a squadre che individualmente.Non mollare mai!

Marco ha detto...

Ciao Daniele....per l'inserimento della nostra disciplina alle Olimpiadi se ne parla per l'edizione del 2012 a Londra....sono d'accordo con te,la100 km meriterebbe di essere una disciplina molto più considerata a livello di Iaaf.
Se penso che alle Olimpiadi vanno sport come il curling.....
Comunque per i mondiali di Tarquinia sono sicuro che faremo una grande gara......come squadra siamo davvero forti, dobbiamo solo arrivare tutti preparati alla perfezione!
Grazie per il tuo post e a presto!

Andreadicorsa ha detto...

Ciao Marco, ho scoperto adesso il tuo blog... potevi dirmelo prima era ora così posso controllarti. Complimenti per il racconto, sei bravo a scrivere come corri......
a presto
Andrea Rigo

Andreadicorsa ha detto...

Adesso che ho letto bene il tuo racconto lascia che te lo dica è proprio da brividi........bravo bravo bravo. Tu mi insegni e l'hai dimostrato spesso ultimamente che le gare si vincono alla fine e non all'inizio, vedi Sommacampagna. Per me tu sei d'esempio insieme all'altro Marco. Certo che non riuscirei a fare 190km a settimana perche' non posso ad andare a correre 2 volte al giorno, non so come puoi farcela tu a correre così tanti km ma penso sia solo questione di sacrificio e di abitudine e alla fine l'allenamento paga, è quello che penso....Per quanto mi riguarda più avanti (settembre-ottobre) farò 150-160 km a settimana (alcune settimane), chiudendola con un doppio domenicale (maratona+25km serali).
A riguardo mi sono messo giu' un programma da qui a fine ottobre sulla falsariga di quello che ho seguito in preparazione del Passatore e mi piacerebbe se potessi darmi qualche consiglio, visto che sei il mio capitano e che ci tengo tanto a non fare brutta figura a Tarquinia. Ci sentiamo presto per organizzare la trasferta di Luco... se ti va possiamo fare una macchina unica noi del Nord-Est, così ci sarà tutto il tempo per studiare bene le ultime 8 settimane pre-mondiale,
a prestissimo

Marco ha detto...

Ciao Andrea,
ho iniziato a "pubblicizzare" il mio blog solo sabato scorso, volevo prima sistemarlo un po' e arricchirlo con qualcosa!
Per un po' di cose ho preso spunto dal tuo!
Grazie per i complimenti....i 190 km riesco a farli solo perchè ho un lavoro che me lo permette e non sono mai costretto a fare bigiornalieri! In estate inizio a lavorare al centro fitness solo alle 11.30 fino alle 14.30 per poi riprendere alle 17.00 fino alle 22.00...come vedi ho orari ideali che mi lasciano 4 ore al mattino per poter far chilometri, pesi e stretching! In quelle ore effettivamente di strada ne faccio parecchia anche se i 190 o i 200 km non li faccio mica sempre... in una programmazione di 20 settimane (come quella per i mondiali) li raggiungerò 7 o 8 volte.
A differenza dell'anno scorso 225 km non li farò mai perchè mi hanno fatto più male che bene...
Per i consigli ed il raduno più che volentieri!
A presto e buoni allenamenti.
Ciao

monica ha detto...

Andrea, io dico che per allenarsi come facciamo noi ci vuole una grande forza di volontà e sapersi organizzare. io non lo considero un sacrificio...perchè correre mi piace davvero tanto!!